Perché DT Coin NON è una “truffa da peracottari”

Conoscete DT Coin? Chi accusava di truffa la moneta digitale DT Coin ideata dall’imprenditore italiano Daniele Marinelli non si è mai identificato. Le accuse di truffa DT Coin ruotavano intorno al fatto che la moneta fosse garantita da una riserva di diamanti di proprietà della “Diamond Temple” non riconosciuta in Italia. Oggi non è più così: questa “truffaldina moneta da peracottari”, come descritta dai diffamatori anonimi, è gestita da una vera azienda italiana che l’ha inserita nel circuito delle attività commerciali. DT Coin oggi è capitalizzata sui “big data” degli utenti che la utilizzano attraverso il Forced Market Cap e il social network denominato “DT Life”.

LA REPLICA DI DANIELE MARINELLI ALLE ACCUSE DI TRUFFA DT COIN

Gli organi di controllo hanno verificato che nessuna pendenza esiste a carico della società, nessun reato di truffa è stato commesso e nessuna sanzione addebitata all’azienda DT Network. DT Coin è semplicemente una moneta digitale utilizzata dagli utenti che accedono al portale e accettano le rispettive condizioni d’uso. La società è rinata anche grazie all’ottimo riscontro di pubblico in Italia.

DTCOIN TRUFFA? L’inutile intervento dell’Aduc: un organo di controllo autorevole e dalle dimensioni importanti dell’Aduc non è riuscito ad andare oltre un “lasciate perdere” in merito alle opinioni su DT Coin. Il sito Internet www.aduc.it (“famoso” per essere stato in passato sottoposto a sequestro per il reato di diffamazione a mezzo Internet) non ha fornito indicazioni utili ai consumatori che erano interessati ad accedere ai servizi di questa moneta digitale.

VALUTE DIGITALI ED ECONOMIA REALE…STATE CALMI, NON E’ TUTTA UNA TRUFFA… !!

Il mondo delle valute digitali è sempre al centro dell’economia “tradizionale” e più cresce la sua onda d’urto, più aumentano i dubbi e le domande da parte di istituzioni ed utenti. Una delle controversie più “battute” è sicuramente quella che riguarda la legalità delle criptovalute e ancor di più il dibattito sullo spettro della truffa in qualsiasi situazione che abbia le monete virtuali come protagoniste.

C’è da fidarsi? E’ davvero legale e conveniente investire in “crypto”? Cosa c’è dietro alle promesse di “facili” guadagni? Le criptovalute determinano naturalmente uno “schema ponzi?”. Sono queste le domande che più di altre vengono passate in rassegna in rete e nei vari meeting organizzati sul tema, domande a cui è possibile rispondere partendo da un presupposto ovvio e banale: al mondo, indipendentemente dal settore o dal mezzo, esisterà sempre qualcuno intenzionato a truffare il prossimo. Il nocciolo della questione dunque non è tanto “la criptovaluta” in sè, innovazione tecnologica tra le più sicure e trasparenti, quanto chi la commercia od utilizza.

E’ possibile riconoscere una truffa dietro ad una moneta digitale vera come DT Coin? Si. O quanto meno è possibile raccogliere dei segnali che possano aiutarci a capire quando è il momento di desistere nell’investimento su una criptovaluta. Se state dunque iniziando a conoscere meglio questo mondo, di fronte ad una crypto ponetevi le seguenti domande:

  • questa moneta è scambiabile con valute tradizionali? Se la risposta è si, la criptovaluta in questione appartiene al mondo dei buoni
  • questa moneta promette soldi facili? Se la risposta è si, diffidate
  • questa moneta è decentralizzata, illimitata, con codice aperto e verificato? Se la risposta è si, la criptovaluta appartiene al mondo dei buoni
  • questa moneta promette guadagni solo nelle commissioni? Se la risposta è si, diffidate

Non bastano chiaramente queste poche “verifiche” per capire se siamo in presenza di una sistema-truffa o meno, ma è di certo un ottimo inizio…

PERCHE’ I DIFFAMATORI ANONIMI BOLLAVANO DT COIN COME “una truffa da peracottari”? Ripercorrendo la biografia professionale di Daniele Marinelli, che anni addietro entrava nel mondo degli affari grazie a Doctor Charme e alle famose “creme di bellezza” a base di bava di lumaca (qui l’articolo su Millionaire), l’imprenditore è stato accusato di essere un “fuffaro di professione” da un paio di individui anonimi che hanno diffuso sul web informazioni negative con il sole fine di arrecare pregiudizio a DT Coin. Truffa DT Coin? Informazioni obsolete e non aggiornate.

L’utente che acquista DT Coin attraverso l’Exchange Forced Marked Cap può utilizzare la moneta per fare acquisti presso i negozi abilitati, sia online che offline, oppure capitalizzarla seguendo l’andamento del valore di mercato DT Coin (DTCO).

DT COIN VENIVA ACCUSATA DI ESSERE UNA TRUFFA semplicemente perché, uno dei tanti divulgatori scientifici di nuove tecnologie blockchain asseriva che non fosse una “criptomoneta”. Quindi, tutto ciò che è moneta digitale ma non è “blockchain” è una truffa? Se così fosse, state alla larga – oltre che da DT Coin – anche da Paypal, da Amazon, da Playstation Network e da tanti altri siti “peracottari” che propongo l’utilizzo di un loro metodo di pagamento digitale per acquistare beni e servizi.

DT COIN TRUFFA? LEGGI QUI

Pagare le tasse in bitcoin: è possibile?

Le monete digitali sono entrate a tutti gli effetti a far parte dei metodi di pagamento per l’acquisto di numerosi prodotti e servizi e c’è anche chi ha proposto di pagare le tasse in bitcoin. Il primo comunque a proporre di pagare le tasse con bitcoin è stato quello di Chiasso, un comune svizzero al confine con l’Italia.

In questo comune vi sono diverse imprese, alcune fondate e gestite da Italiani, che operano con la blockchain e che si occupano di implementare l’infrastruttura per lo sviluppo e per la diffusione di questa tecnologia. La presenza di una gran numero di persone impegnate con i bitcoin e con le altre monete digitali ha portato il sindaco – Bruno Arrigoni – a proporre ai suoi cittadini di pagare le tasse in bitcoin, ritenendo che in questo modo la fase di pagamento delle imposte potesse essere semplificata, per rendere più agevole il compito ai cittadini. Dopo aver presentato il nuovo progetto ai cittadini, è arrivato subito il primo pagamento: una transazione di duecentocinquanta franchi, versati in bitcoin per saldare le tasse dovute al comune. Peccato che questa sia stata l’unica transazione, a dimostrazione che i cittadini, almeno per il momento, non sono ancora pronti a pagare le tasse in bitcoin.

I motivi alla base del flop del pagamento tasse con bitcoin possono essere svariati. Sicuramente la causa può essere la volatilità delle monete digitali, che ha portato molti utenti a porre più attenzione all’impiego di questa valuta virtuale. Bisogna anche dire che, sebbene oggi quasi tutti sappiano cosa sia un bitcoin, gran parte delle persone non possiede alcun tipo di altcoin, dunque molti contribuenti sarebbero comunque stati impossibilitati a versare le tasse con questa valuta.

C’è da dire però che, per quante scusanti si possano trovare, c’è stato un solo pagamento in bitcoin per le tasse, quindi è doveroso fare delle riflessioni. Le monete digitali hanno rivoluzionato la nostra economia e con grande probabilità continueranno a farlo nei prossimi anni, ma non tutti i settori sono pronti ad accogliere le criptomonete ed il settore fiscale probabilmente è uno di essi.

Sebbene l’iniziativa delle tasse in bitcoin non abbia avuto successo dal punto di vista del versamento dei contributi, è invece stata utile per fare una grande pubblicità al comune di Chiasso, che sta cercando di diventare uno dei poli più importanti per lo sviluppo della blockchain e per lo studio delle sue applicazioni in un gran numero di settori diversi.

Per quanto riguarda il nostro paese, al momento in Italia non è possibile pagare tasse in bitcoin. Nessun comune ha fatto una proposta ai suoi cittadini simile a quella fatta da Chiasso. Anche nel nostro paese però stanno aumentando le imprese commerciali e le aziende che vedono di buon grado l’uso delle criptomonete come metodo di pagamento e stanno aumentando anche le aziende che operano in questo settore. Anche l’Italia fa parte dunque dei paesi che rivoluzioneranno il mondo con la blockchain e con le imprese che sapranno trarre nuova linfa vitale da questa tecnologia innovativa.

BUON COMPLEANNO BITCOIN! La moneta digitale compie 10 anni! Il manifesto dell’ideatore Satoshi Nakamoto uscì poche settimane dopo il crollo della quarta banca d’investimento più grossa degli Usa, la Lehman Brothers. Il valore è cresciuto da 1309 a 20mila dollari [continua a leggere su Repubblica.it].

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